- Chi siamo

Esperienza clinica con Bambini e Adolescenti, lavoro di squadra e integrazione delle risorse

Nel trattamento dei piccoli pazienti è essenziale comprendere il significato dei sintomi che sono, spesso, la risposta disfunzionale ad un evento che ha comportato una sofferenza emotiva. Il nostro obiettivo è permettere alle figure di riferimento a genitori, educatori, insegnanti di codificare i messaggi dei giovani pazienti per poter fare la cosa giusta al momento giusto per impedire che il sintomo diventi l’unica forma di comunicazione del bambino.

Il nostro Team

anna rita verardo

Anna Rita Verardo
Psicologa Psicoterapeuta, Direttrice scientifica

Giada Lauretti
Neuropsichiatra infantile

Anna Claudia Massolo

Anna Claudia Massolo
Pediatra, Psicoterapeuta

Francesca De Lorenzo

Valeria Lazzarini
Psicoterapeuta

Francesca de lorenzo

Francesca De Lorenzo
Psicologa, Psicoterapeuta

Giulia-Di-Fini

Giulia Di Fini 
Psicologa, Psicoterapeuta

Giada Lauretti

Giada Maslovaric
Psicologa, Psicoterapeuta

Ferdinando Bitonte

Ferdinando Bitonte 
Psicologo, Psicoterapeuta

Francesco Ciuti

Francesco Ciuti
Psicologo, Psicoterapeuta

Carla Maria Xella

Carla Maria Xella
Psicologa, Psicoterapeuta


Farsi domande e’ il primo e necessario passo per trovare le risposte e per accompagnare i nostri piccoli pazienti ed i loro genitori verso la sicurezza. “I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un impronta”: ma come il cemento umido quell’impronta può cambiare la sua forma se sappiamo vederla in tempo e maneggiarla con cura.


Cosa è un trauma?

Il trauma psicologico può essere considerato  una “ferita dell’anima”, e come tutte le ferite ha bisogno di tempo ma anche di percorsi terapeutici adatti per potersi rimarginare. Il trauma è considerato un evento che va al di là delle capacità dell’individuo di sostenerne le conseguenze. Gli effetti che il trauma ha sull’individuo possono essere diversi. Tra i fattori di protezione che possono modificarne in modo positivo gli esiti ci sono gli atteggiamenti degli adulti che fanno parte della vita dei più piccoli

Non tutti i traumi sono uguali e comportano le stesse conseguenze. Possiamo individuare due tipologie principali di eventi traumatici: il trauma da eventi critici (terremoti, incidenti, diagnosi di malattia) e i traumi relazionali. Tutte quelle esperienze che siamo abituati a considerare  normali : separazioni , lutti , cambiamenti importanti , vivere con un genitore molto malato , avere assistito a liti frequenti dei genitori, essersi presi cura di un genitore da piccoli, aver dovuto imparare a cavarsela  da soli perché i genitori erano poco disponibili affettivamente , essersi  sentiti inferiori ad altri, essere stati umiliati o rifiutati, non aver potuto chiedere aiuto nel momento in cui c’era  bisogno di essere rassicurati emotivamente. Queste “piccole esperienze”, che spesso sono impropriamente considerati di piccola entità possono diventare sintomi e per gli adulti può essere difficile collegare quello che il bambino o l’adolescente stanno provando con quegli eventi che siamo portati a considerare normali esperienze di vita.

Quali sono le conseguenze dell’essere stati esposti ad un evento traumatico ?

Osservando lo sviluppo del cervello delle persone che sono state esposte a traumi precoci, abbandoni, trascuratezza è stato possibile evidenziare che il loro funzionamento è simile a quello di bambini che hanno alterazioni nel funzionamento del cervello

Sapere come, e se, intervenire è un ottimo modo per fare prevenzione.

 

Ci occupiamo da anni del trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici sia a esperienze più comuni che tuttavia possono risultare emotivamente stressanti;  la ricerca e l’osservazione clinica  hanno evidenziato che  l’intervento di rielaborazione dei traumi  ripara completamente le ferite dell’anima con una risoluzione dei sintomi ed una ricaduta positiva sulla salute.

Lavoreremo insieme per migliorare gli esiti, spesso drammatici delle ricadute delle esperienze del bambino o dei suoi genitori.

·      Parliamo ai terapeuti attraverso proposte formative e supervisione clinica per l’età 0/18

·      Parliamo ai genitori affinché intercettino precocemente le difficoltà dei loro bambini

·      Parliamo agli insegnanti per dare loro strumenti per comprendere meglio le reazioni dei loro allievi

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